eccemarco

Ego,
non fatum,
non fortuna,
non diabolus

Sant'Agostino
domenica, 14 giugno 2009

deep grammar of social (r)evolution






“Sono anni ormai che sentiamo la parola ‘Aspetta’. Risuona negli occhi di ogni italiano con pungente familiarità. Forse è facile per quelli che non hanno mai sentito l’oppressione della precarietà dire ‘Aspetta’. Ma quando hai visto le masse esagitato dal suono degli attacchi alle istituzioni democratiche e alla magistratura; quando hai visto poliziotti col manganello diventare gli unici referenti delle istituzioni e picchiare i tuoi amici; quando vedi la grande maggioranza dei giovani italiani penare per farsi strada in un sistema ingiusto dove pochi prosperano alle spese delle nostre speranze di un futuro migliore… Quando combatti sempre contro la sensazione degenerante del sentirti una nullità – allora capirai perché ci viene difficile aspettare.”


 


Liberamente ispirato da un sermone di Martin Luther King. Tradotto in italiano, mi è bastato solo cambiare poche frasi. Ed ho notato che la grammatica profonda della rivoluzione sociale è sempre la stessa, e che le parole di MLK sono incredibilmente attuali e si adattano alla perfezione alla miseria Italia di oggi, tanto bisognosa di un cambiamento radicale.

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lunedì, 11 maggio 2009

identity and leverage points in a system

I am an Italian-born citizen of the world.

Still, the sense of identity, belonging, attachement that one feels for their country is extremely powerful. Italy is a beautiful country, full of contradictions

.

Roots:

As Jarda and I talked about in a conversation some weeks ago, it seemed to us that we have these two persons inside. One is developing a personality in a new context, with a new language, a different way of thinking etc. The other part of us is thinking in its mother tongue, is strongly linked with the roots of its culture, old friends, traditional ways of thinking (Jarda correct me if I am mistaking). The big question was: which part of myself is truer?



The art of making the right questions:

I believe there is a tremendous power in asking the right questions.

I presume that we have a natural, spontaneous attitude to respond if someone makes us a question. It's embedded in our education, because we've been taught to do so in our childhood. We think it is not polite not to do so.

I am meeting a lot of bright Italians since I am here in the UK. When it comes to talk about our country, and the things that go wrong, a lot of sensitive issues come to surface. The discussion becomes heated up, but all I can see from these smart, open-minded folks is a great passion in good faith for our country and a willingness to change the systemic errors.

Lately I am trying one strategy to make the most of all the thoughts that pop out from a conversation with these bright guys.

We are sitting at the dinner table, and I ask to each of them: "If you were the prime minister in Italy, what are the three most important leverage points of the system that you would change? And, in each of them, how would you make such change?"



I am happy that this kind of question encourages different positive behaviours. It sparkles positive thoughts, the idea of possibility, it suggests a ranking of the most relevant areas in which to intervene.




But now here is a question that I have for you folks. I am always open to new, better questions for my Italian friends in order to make the discussion more fruitful.

Imagine that you wanted to explore the seeds of change in a system like your country; that you want to make the most of the brilliant ideas of these guys around that table. What is the question that you would ask?
postato da eccemarco alle ore 14:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 23 aprile 2009

and then i'll open it up to you

Sto leggendo un articolo molto bello di Donella Meadows sui "punti di leva" dei sistemi complessi.

In ogni sistema sociale complesso ci sono delle caratteristiche in comune e l'articolo della Meadows esplora quali sono i punti di leva -leverage points- dove un piccolo cambiamento puo' produrre un grande cambiamento nell'intera struttura.



Ora, voi sapete che io vivo all'estero da due anni circa. Incontro un sacco di italiani che parliano con grande passione del nostro Paese, che vogliono davvero cambiare le cose nel nostro sistema.

Quando parliamo delle cose che non vanno bene in Italia la conversazione diventa subito animatissima e gli animi si riscaldano in un attimo. Ultimamente cerco di estrarre (brutta parola?) il meglio da queste conversazioni. Cerco di ricondurre il tutto a principi di base, a discorsi piu' grandi: tralasciamo i dettagli e ci focalizziamo sui punti chiave del sistema.

Ci troviamo a cena insieme, con vecchi e nuovi amici: ci sono molti italiani brillanti che parlano con grande passione del sistema-Italia e cresce una grande indignazione e desiderio di cambiarla per il meglio. Io allora faccio un giro attorno al tavolo con la stessa domanda.



Giro molto volentieri a voi tutti.



- Se tu fossi primo ministro, quali sono le tre cose più importanti che cambieresti nel nostro Paese? Quali i tre punti chiave del sistema da cambiare?

- E in che modo andrebbero secondo te cambiate?



A questa domanda se ne aggiungeranno altre due, per le quali devo ringraziare un amico non italiano.

- Qual è il tuo desiderio per l'Italia?

- Cosa vedi possibile nel futuro?
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giovedì, 16 aprile 2009

nothing compares 2U (my beloved italian politician)

Inghilterra e Italia. Due Paesi, due modi di fare politica. Anche due modi radicalmente diversi di rapportarsi con gli elettori.

A marzo mi è capitato, nel giro di tre settimane, si mandare due email a due diversi parlamentari. C’è un parlamentare inglese ed un parlamentare italiano.

Sembra l’inizio di quelle barzellette che si raccontavano anni fa. Ma questa è vera.



Il parlamentare inglese.

La storia è questa. Io ricevo la newsletter di un gruppo di attivisti contro il cambiamento climatico che mi propone così: scrivi al tuo parlamentare per un taglio delle emissioni di CO2.

Si clicca sul sito, http://tinyurl.com/cagbdn c’è una mail pre-scritta, e uno legge il testo di questa mail e se si trova d’accordo la invia a suo nome. Leggo la petizione, mi ci trovo d’accordo. Quindi la mando. Chiedevo in questa mail che il target di taglio delle emissioni entro il 2020 venga posto al 42% invece che al 34%.

Cinque giorni dopo mi risponde il segretario del parlamentare. Mi ringrazia per la mail che ho mandato, e mi dice che il deputato prende seriamente il cambiamento climatico e che preme per una politica molto forte in materia di taglio delle emissioni di gas serra. In chiusura, mi dice testualmente.

“I hope you find this useful and if there is anything else we can help with please do not hesitate to contact us.

Kind Regards,”

E il segretario del parlamentare mi lascia il suo nome e numero di telefono.



Il parlamentare italiano.

Mando una mail al senatore Orsi, del PDL, chiedendo spiegazioni sul suo disegno di legge sulla caccia. http://tinyurl.com/cr6pb4

Da quello che ho trovato online, la bozza di legge del senatore Orsi rende la caccia più pericolosa, incentiva il bracconaggio e abbassa le soglie delle specie protette.

La mia mail ha un linguaggio molto educato, ma è ferma nelle sue osservazioni. Dico in chiusura che spero ritiri la sua bozza, e che parlerò a tutti della sua idea (come in effetti sto facendo).

Una settimana dopo ricevo una mail di risposta dal senatore Orsi. Innanzitutto non saluta. Fa semplicemente un copia e incolla di questo comunicato stampa.



COMUNICATO STAMPA - Del 12 Marzo 2009

CACCIA. ORSI (PDL): "AZIONI LEGALI CONTRO AFFERMAZIONI INFONDATE"

Il senatore del Pdl, Franco Orsi, ha dichiarato:

"In merito al dibattito giornalistico e mediatico sulla riforma della legge sulla caccia, non è tollerabile che si commenti il testo unificato da me predisposto annunciandone contenuti che non ci sono. Il testo è disponibile sul sito del Senato (resoconto lavori Commissione XIII) e a quel testo di proposta occorre fare riferimento. In particolare è falso l'articolo di Repubblica che annuncia la liberalizzazione dell'imbalsamazione, l'apertura della caccia nei parchi e la possibilità di abbattere cani e gatti. È falso affermare che si riducono le sanzioni e vi sono norme salva bracconieri. È falso che la legge disconosce l'interesse nazionale alla tutela della fauna ed è falso che sarà consentito ai sedicenni acquistare, detenere e trasportare armi da fuoco. È falso che non esistono più specie particolarmente protette ed è falso che la bozza Orsi ammette l'uso di richiami senza alcun limite. È falso che vengono inserite tra le specie cacciabili animali protetti dall'Unione Europea, ed è falso che sarà consentito ai cacciatori di muoversi in libertà assoluta sull'intero territorio nazionale. Da oggi, rispetto ad affermazioni palesemente infondate farò ogni azione consentita a tutela della legge".



Ricapitoliamo:

Io ho mandato due email a due diversi parlamentari.

Quello inglese mi ringrazia per la mail mandata, mi spiega che l’argomento che io tratto (tagliare le emissioni di gas serra) è rilevante, che lui ci sta lavorando seriamente. Alla fine mi dice che se volessi altri chiarimenti posso chiamare o scrivere ancora.



Quello italiano non mi saluta nemmeno, ma fa il copia incolla di un comunicato stampa in cui c’è la lista di tutte le affermazioni che vengono ritenute false e spacciate per vere da un articolo di Repubblica. In chiusura il gran finale: minaccia che farà ogni azione consentita a tutela della legge, che a me suona come una velatiiiiiissima minaccia.



E poi mia madre mi chiede perché me ne sono andato all’estero.
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giovedì, 09 aprile 2009

we are more compassionate






È successo l’altra sera al supermercato.


Io e P. chiacchieriamo mentre facciamo la spesa insieme. Sentiamo dietro di noi delle voci forti. Una ragazza alza la voce e prende a insulti una donna sulla cinquantina. La guardia del market è tra loro due, a fare da scudo. La ragazza, capelli corvini sulle spalle e tono stridulo della voce, sembra piena d’odio verso la donna, e riesce a colpirla con uno schiaffo malgrado il corpo del guardiano provasse a separarle. La donna non si difende, ma si piega in basso urlando – è un urlo grave, come se le provenisse dal profondo dello stomaco, che forse suona quasi come un segnale di resa per la sua aguzzina, o una diga che si è rotta, perché ora insiste con le sue minacce e cerca di nuovo di colpire la donna, ormai piegata a terra. Mi avvicino a loro ed allargando un braccio verso la ragazza alzo la voce e dico “Easy! Easy!” spingendola via.


Sentendosi costretta, ora la ragazza mi fissa negli occhi e blatera qualcosa del tipo non sono affari tuoi, non ti immischiare, roba del genere. Non lo ricordo perché non l’ho voluta ascoltare. Arrivano altre persone, tra cui la madre di questa ragazza, che le è ora alle spalle e le parla per attirare l’attenzione della figlia su di sé. Altri commessi sono arrivati intanto e cercano di tenere le due donne a distanza. La situazione sembra tornare normale, le nostre presenze diventano superflue così io cerco con lo sguardo P. e torniamo alla nostra spesa, verso il banco del pane.


Ma la donna che era stata aggredita è rimasta a terra. È esplosa subito in profondi singhiozzi dopo essere stata colpita. Seduta per terra, umiliata, poggia la schiena all’espositore dei formaggi e tiene in mano un telefono cellulare. Rimane lì da sola, continuando a piangere, ed ora sta farfugliando qualcosa al telefono.


 


Io per Natale non ci sono stato a casa / That’s a big deal! How comes? / Non lo so perché, sono due natali che non passo a casa / Con le persone anziane? È davvero bellissimo! / Il concetto di anomia /


È così infinito non amare, ed attendere sulla sponda di un fiume rotondo / Marco me lo lasci un posticino accanto a te? / La mattina che G. morì nell’incidente, mio zio piangeva come un bambino. Io lo abbracciai pensando che non vorrei mai vedere un uomo in una condizione del genere / Ma una ragazza bionda forse gli voleva dire / Che l’uomo è grande, l’uomo è vivo, l’uomo non è guerra.


 


Saranno passati un paio di minuti, e possiamo vedere da una breve distanza che questa donna è ancora sola, e non smette di piangere. La raggiungo di nuovo.


Ora le sono vicino, piegato verso di lei. Ha dei capelli corti da bambino, buttati in avanti, e una mandibola pronunciata, quasi mascolina. Piange voltando il viso da destra a sinistra. Prima ancora che le chieda cosa succede lei dice che sta chiamando la polizia ma che nessuno al telefono le crede. Provo un senso di pietà. Le passo una mano sul braccio dicendo che va tutto bene, che qualcuno sta arrivando. Un commesso del market le prende il cellulare di mano e conferma alla polizia, mandate qualcuno per favore.


 


Quando lavoravo al pub anche io la sera mi appoggiavo al muro, seduto per terra e poggiando la schiena, forse non pensando a nulla. Forse aspettando che qualcosa andasse via da me.


 


Guardate che è tutto vero. Indeed. Perché le cose quando ti sono lontane sembrano incredibilmente piccole. E da vicine ti travolgono. Le passo la mano sul braccio, cerco di confortarla fino a che non arrivano altre persone, arriva suo figlio, e la mia presenza non è più necessaria.

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sabato, 04 aprile 2009

rise up





















In two languages because it’s the way now I feel I can express my thoughts.

If I could ever pay my rent with my optimism, I would have already bought this flat by now! But oh! It doesn’t work quite like that.

I am doing my best to remain positive, although I know it’s hard. I wrote that you should envision your happiness as a NECESSARY step to live it. I am sure about it, more than ever.

Tough times require tough boys.




This song helped me quite a lot.
From a beautiful movie: the story of a man who put himself at risk. Into the wild.



In due lingue perché è questo il modo in cui ora sento di poter esprimere i miei pensieri.

Potessi mai pagare l’affitto col mio ottimismo, ad oggi mi sarei comprato l’appartamento! Però cavolo, non funziona così
.

Sto facendo del mio meglio per rimanere positivo, malgrado sappia che è dura. HO scritto che devi immaginare la tua felicità come un gradino NECESSARIO per poterla vivere. Ne sono sicuro, più che mai.

Tempi duri hanno bisogno di ragazzi duri.




Questa canzone mi ha aiutato un sacco.

Da un bellissimo film: la storia di un uomo che mise sé stesso a rischio. Nelle terre estreme.




 

Rise – Eddie Vedder

http://www.youtube.com/watch?v=32Js2Ef5Ojg



Such is the way of the world

You can never know

Just where to put all your faith

And how will it grow

 

Gonna rise up

Burning back holes in dark memories

Gonna rise up

Turning mistakes into gold

 

Such is the passage of time

Too fast to fold

And suddenly swallowed by signs

Low and behold

 

Gonna rise up

Find my direction magnetically

Gonna rise up

Throw down my ace in the hole


È così che va il mondo

Non puoi mai sapere

Dove puoi riporre tutta la tua fede

E come crescerà


Mi rialzerò

Bruciando i fossi in cattivi ricordi


Mi rialzerò


Trasformando gli sbagli in oro




È così che passa il tempo

Troppo veloce per piegarlo

Improvvisamente inghiottito dai segnali

E guarda che succede


Mi rialzerò

Trovo magneticamente la mia direzione

Mi rialzerò

Mi gioco l’asso nella manica


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martedì, 24 marzo 2009

demian

<<E' sempre difficile venire al mondo. Lei sa che gli uccelli fanno fatica ad uscire dall'uovo. Ripensi al passato e si chieda: è stata proprio tanto difficile la strada? Non era anche bella? Ne avrebbe lei saputo una più bella e più facile?>>

H.Hesse, Demian



Mi è complicato dire tutto quello che significa per me questa citazione. Diciamo così: è un momento di difficoltà, la strada sembra difficile adesso. Ma se hai sempre il potere di un sogno a trascinarti, vivi queste difficoltà come piccoli ostacoli sulla via.



"

- Ed ogni volta che c'erano due strade, ha scelto sempre quella in salita.

- Ma sarà stato scemo, o no?

- Magari sì, ma era costretto. Doveva seguire la sua natura.

"



Photo from Flickr 144599065_4d28b4fec2
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sabato, 14 marzo 2009

blown away by this song

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categoria: citazioni, lezioni americane, hyperballads


venerdì, 06 febbraio 2009

it's just an ad

Una pubblicità, a fin di bene, per un gruppo di amici studenti di economia.

Hanno iniziato un lodevole progetto di diffusione di informazioni su argomenti che sarebbero complessi, ma che con le loro presentazioni diventano fruibili per tutti! Invitate, commentate, passate parola!

marco



www.quattrogatti.info

facebook group: http://www.facebook.com/s.php?k=100000004&id=46259554385&gr=2&a=7&sf=p&sid=26905eb096381ea159c4ac83e95e889e&act=2379933256&_ecdc=false&n=-1&o=4&hash=93af54b485e5ce7042a8f0c718d7de85&s=40#/group.php?gid=46259554385

youtube http://www.youtube.com/user/quattrogattiinfo



--------------

l progetto "QUATTROGATTI" nasce dalla volontà e dall’ambizione di essere testimoni e protagonisti della vita del nostro Paese. Fare informazione sarà il nostro modo di partecipare.



Siamo studenti e giovani lavoratori nel campo economico. Ci siamo uniti constatando che gli argomenti economici sono spesso presentati in modo poco efficace. Per chi non ha una preparazione specifica diventa difficile cogliere il senso di fondo dei dibattiti e non rimanere spaesati di fronte alle tante opinioni contrapposte.



Il nostro obiettivo è quello di fare informazione in modo semplice, rigoroso e accessibile a tutti. Vogliamo essere un complemento agli organi informativi utilizzando sistemi di comunicazione che consentano una maggiore interazione tra chi scrive e chi legge, in modo da spiegare argomenti complessi con semplicità.



Ci auguriamo che altri giovani condividano l’essenza del nostro progetto e vogliano parteciparvi in modo autonomo e indipendente contribuendo a fare informazione su varie tematiche non solo economiche.



Noi metteremo a disposizione la nostra piccola esperienza, il nostro tempo e la nostra faccia, contando sul vostro desiderio di coinvolgimento.

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sabato, 17 gennaio 2009

desire

E' necessario, cantavano i Tiromancino. Musica molto semplice, testo eccezionale.

"E' importante che non faccia cose in cui non credo / Per non confondermi e dover tornare indietro", dice la canzone.


Mi trovo a citare questa canzone a due mesi dal mio arrivo a Londra, in concomitanza con una crisi economica che ha colpito la Gran Bretagna in modo durissimo, anche più che altri paesi. Allora mi fermo a riflettere e penso a quegli emigranti che erano già sulla nave per l'America quando il venerdì nero del 1929 avvenne. Cosa avranno pensato? "Tira una brutta aria qui... Magari ce ne torniamo indietro con la nave della sera?" Dopo un viaggio così lungo? E mi viene normale chiedermi "Avro' fatto poi la scelta giusta nella mia vita?" Ma alla fine la domanda è posta male. Scelta giusta per chi, per cosa, in base a quali criteri?


Quando ci interroghiamo sulle questioni piu' importanti siamo sempre alla ricerca delle risposte perfette a domande sbagliate, o irrilevanti.


Che cosa desidera la gente nella vita, quando cambia paese, lavoro, amori? La risposta è così semplice che fa paura. Consiste in una sola parola, così facile da dire che fa tremare. Felicità vanno cercando tutti. Bisognerebbe esercitarsi diversi minuti alla settimana solo a pronunciarla.


:::

Anni fa una mia zia venne a passare il periodo di Natale a casa da me e i miei genitori. Le volevo già un gran bene, ma conoscevo poco i dolori attraverso cui era passata. Ci capitò di parlare della sua giovinezza, e le chiesi come era lei alla mia età. Mi rispose dicendo una cosa che non dimenticherò mai in vita mia: “Quando ero giovane credevo che la mia vita sarebbe stata un inferno. Ed infatti così è stata”.


Sentii questa frase che avevo forse vent’anni. Mi venne un profondo senso di commozione per tanta sincerità, ma a questa sensazione fece posto un’altra. Mi tremarono i polsi perché ero in pericolo. A quell’epoca io ero convinto che la mia vita sarebbe stata un inferno. Se era vero che il modo in cui ti raffiguri la vita ne influenzerà decisamente il corso, dove stavo andando? Presi quella riflessione come un monito sempre valido. Se non sei capace di immaginare la felicità, come farai mai a riconoscerla se mai dovesse arrivare tra le tue braccia?


Pensare la gioia, immaginarla, costruirla per sé e per il mondo attorno a sé. Avere il coraggio di desiderare la propria gioia, renderla vera con immagini nitide, elevarsi al proprio potenziale attraverso il potere trainante di un ideale.

E' tempo di desiderare.




11112008379






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chi_sono?

Utente: eccemarco
Nome: marco
"Look into your heart, find what gives you pain, and then refuse to inflict that pain on anybody else".


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